Un tour alla scoperta del Museo Omero

Gli alunni che fanno parte del Consiglio Comunale delle Ragazze e dei Ragazzi hanno partecipato alla seguente attività finalizzata a sensibilizzarli sulla tematica della cecità. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a produrre materiali in braille per aumentare l’accessibilità del lavoro che stiamo portando avanti.

fermo omero sem

da http://ilrestodelcarlino.campionatodigiornalismo.it

IL 9 MARZO 2018 noi ragazzi del Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi di Sant’Elpidio a Mare abbiamo partecipato ad un’uscita ad Ancona al Museo Omero.

Prima di entrare non sapevamo di preciso cosa ci aspettasse, eravamo tutti molto curiosi. Appena arrivati, una gentilissima ragazza ci ha spiegato l’origine del museo e ci ha guidati attraverso le varie sale in cui abbiamo potuto ammirare e, qui sta il bello, toccare le riproduzioni di importanti opere dell’arte mondiale di tutti i tempi.

Terminato questo piacevole e sorprendente tour altre guide ci hanno proposto un’attività per comprendere davvero la particolarità di questo museo: ci hanno bendati, divisi in due file e condotti lungo un percorso in cui gli unici punti di riferimento erano i nostri compagni o i segnali per non vedenti sul pavimento e nei corrimano. Siamo poi arrivati in una sala piena di statue, qui dovevamo toccarle da bendati e cercare di capire di che opera si trattasse. In seguito siamo andati in un’altra stanza dove, tolte le bende, siamo stati invitati a disegnare quello che avevamo conosciuto solo con le nostre mani. Infine, girando per il museo, le dovevamo riconoscere e confrontare i nostri disegni con gli originali.

È stata un’esperienza diversa dalle solite che normalmente si possono fare in un qualsiasi museo: non poter usare gli occhi e doversi affidare agli altri sensi anche solo per spostarsi, all’inizio, ha creato in noi un misto curiosità e divertimento ma anche smarrimento e un pizzico di paura. Cercare di conoscere un oggetto, un’opera d’arte nel nostro caso, solo con il tatto, ma senza poterlo accompagnare con la vista, ci ha stimolato a concentrarci sulle nostre mani e ci ha fatto scoprire che possono comunicarci molto più di quanto pensiamo di solito.

Prima di tornare a prendere il treno per il ritorno abbiamo anche avuto la possibilità di incontrare addirittura il padre fondatore del museo, Aldo Grassini, che abbiamo avuto il piacere di intervistare, scoprendo una persona geniale e affabile.

Questo pomeriggio ci ha riservato tante sorprese e siamo tornati a casa con un lezione che tra i banchi non avremmo mai potuto ascoltare: sicuramente solo i non vedenti possono insegnarci sul serio quanto siano importanti i nostri occhi ma ci hanno anche fatto capire quanto possono invece dirci gli altri sensi. Se tutti i musei fossero come questo, sarebbe un rivoluzione per l’arte.

Consiglio Comunale delle ragazze e dei ragazzi

Questo e altri due articoli del CCR sul Museo Omero nella pagina in PDF

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